Leggere costituisce uno dei fattori basilari negli apprendimenti scolastici, per questo è fondamentale intervenire tempestivamente quando si presentano difficoltà di lettura. Con lettura strumentale si fa riferimento alla sola capacità di decodifica del testo scritto, ovvero alla capacità di tradurre le parole e i grafemi in suoni, cioè “fonemi”. A tale processo si aggiunge e si correla in un secondo momento la comprensione del testo scritto. Il processo di apprendimento della lettura strumentale avviene in particolare nei primi due anni di scolarizzazione, per poi perfezionarsi negli anni successivi. Perciò, con gli anni, la lettura diventa un processo “automatico” che permette all’alunno di dedicarsi esclusivamente al contenuto di quanto letto e, quindi, allo “studio” vero e proprio.
Può accadere che l’apprendimento della lettura strumentale non avvenga secondo i tempi stabiliti, cioè che la lettura possa presentare diversi errori ed essere più lenta e stentata se confrontata con quella dei compagni. Ciò può essere causato solo da un ritardo o una difficoltà di lettura, oppure dipendere da un Disturbo Specifico della Lettura (Dislessia) di origine neurobiologica. In questi casi, è possibile sia presente anche un pregresso disturbo del linguaggio. La lettura può risultare non corretta (il bambino scambia tra loro singoli fonemi – ad esempio, P/B, M/N, A/O – oppure parole intere) e/o troppo lenta, per cui il bambino impiegherà molto tempo per leggere poche righe, perdendo ben presto interesse nei confronti della lettura.
In presenza di difficoltà di lettura è opportuno intervenire tempestivamente in modo da favorire quanto prima l’automatizzazione del processo di decodifica ed evitare le conseguenze negative a livello emotivo-motivazionale verso la lettura e gli apprendimenti in generale.
Il trattamento consiste in cicli di circa 3-4 mesi basati su esercizi mirati e calibrati sulle abilità del singolo bambino, utilizzando software specifici e con particolare attenzione agli aspetti emotivo-motivazionali correlati.
In presenza di un’abilità di lettura nella norma, si possono riscontrare difficoltà nella comprensione di un testo scritto. Infatti, nella comprensione del testo sono coinvolti più processi cognitivi, quali, ad esempio, la memoria a lungo termine, l’attenzione e la memoria di lavoro. Dunque, si tratta di un processo attivo di costruzione del significato del testo, in cui fondamentale è l’interazione tra le informazioni presenti nel testo e le conoscenze precedenti del lettore. (Cornoldi, 2007). Pertanto, fondamentale è anche la considerazione di tutti i processi metacognitivi coinvolti: con metacognizione si fa riferimento alle conoscenze che una persona ha sui propri processi mentali e sul controllo che è in grado di esercitarvi; in questo caso, ad esempio, saranno importanti le conoscenze che il lettore ha sullo scopo della lettura, le strategie per affrontare il testo e il controllo che esercita per monitorare la propria comprensione (Cornoldi, 2007).
Un intervento, che si ponga come obiettivo il miglioramento della comprensione del testo, dovrà tener conto di tutte queste componenti coinvolte, partendo dalle abilità di base del singolo bambino/ragazzo.
difficoltà di lettura
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